I guardiani di pietra (Il battello a vapore. Ulysses Moore Vol. 5) (Italian Edition)

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Segreti che aspettano solo un ragazzo pieno di sogni e un gruppo di amici a caccia di avventure, che per salvare la casa dovranno risolvere un intricato mistero. You can download Apple Books from the App Store. Overview Music Video Charts. If Apple Books doesn't open, click the Books app in your Dock. Click I have iTunes to open it now. Ulysses Moore - La grande estate Vol.

View More by This Author. Description Kilmore Cove, Cornovaglia, Other Books in This Series. Ulysses Moore - 1. Ulysses Moore - 6. La prima chiave Ulysses Moore - 7. Ulysses Moore - 8. Il maestro di fulmini Ulysses Moore - 9. Il Labirinto d'Ombra Ulysses Moore - Il Paese di Ghiaccio Il Giardino di Cenere Il Club dei Viaggiatori Immaginari Immediatamente le due figure mascherate ebbero un sussulto e il pagliaccio si rivolse a loro: I due corpi iniziarono a ricoprirsi di squame verdi e lentamente si adagiarono a terra arrotolandosi su se stessi, mentre le lunghe mani degli alberi alle spalle della donna giunsero a cingerla in vita.

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Nel frattempo, un ragazzino stava arrivando in bicicletta dalla strada e vide la donna che gridava e beveva con agitazione. La donna allora si volse verso di lui e gli disse: Ma anche i tuoi genitori sono serpenti? Il ragazzino, pazientemente, rispose: Anche le basette sembravano prolungarsi leggermente verso il basso a causa di una lieve e inconsueta peluria che aveva cominciato ad apparire sulla faccia.

Tutte quelle modifiche al fisico gli erano giunte inattese e non richieste, e lo immergevano in una velata nebbia di confusione e dubbi. La cascata di riccioli neri sulla fronte bianca, le labbra rosse stagliate sotto un piccolo naso dritto e le marcate sopracciglia che incorniciavano uno sguardo vispo ma intenso, ne facevano un'immagine d'altri tempi, come uscita da un quadro di Caravaggio. Questo aspetto con cui aveva da sempre confidenza gli infondeva sicurezza.


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Josh scriveva articoli di costume, tradizioni e cultura italiana per la stampa americana, mentre Mary si occupava di fotografia. Ma avrebbe perso tutti i suoi amici per ritrovarsi in un ambiente completamente nuovo, senza punti di riferimento. La famiglia, la propria cameretta, la bicicletta e i primi amici fidati. Dovettero passare tre anni prima che rinunciasse al poster dei New York Yankees appeso di fronte al suo letto, per far posto a quello di una squadra di calcio italiana. Aveva imparato subito a parlare perfettamente l'italiano e frequentava la scuola media locale con discreto successo.

Angela era una vivace e allegra biondina, sempre pronta a qualunque gioco d'avventura le venisse proposto da Markus. Cavalcava la sua bicicletta stando in piedi sui pedali per attutire il terreno sconnesso, assumendo lo sguardo fiero e coraggioso della Regina delle Amazzoni. Come per il ragazzo, anche lei stava subendo le modificazioni fisiche della crescita e Markus le aveva notate tutte.

A questo pensava ora Markus mentre esitava lunghi minuti davanti allo specchio. Era Mary, sua madre. In quel periodo estivo Mary era a caccia di nuove fotografie, quindi usciva la mattina presto con tutto l'equipaggiamento di ripresa e girava per le colline e i paesi limitrofi l'intero giorno, per tornare poi la sera a casa con un nutrito bottino di immagini che studiava e modificava tutta la notte Di Josh - invece — si intuiva la presenza anche se difficilmente lo si vedeva girare per casa.

Rintanato nella sua mansarda, scriveva tutto il giorno e spediva articoli agli editori attraverso la rete. Ogni tanto Markus lo vedeva affacciarsi dalla bassa finestra della camera, ornata da vasi colmi di meravigliosi gerani, attraverso la quale si ristorava assaporando i profumi dell'aria estiva nella collina. Il ritmo della sfera sul cemento e le sue fluttuanti parabole verso il canestro tenevano impegnato il fisico e le sue esigenze di moto, lasciando libera la mente di Markus di spaziare nel mondo della fantasia e delle immagini. Era una voce femminile che proveniva dalle sue spalle.

Sai che resteremo almeno fino a settembre? I due si sedettero sulle panche attorno al grande tavolo di legno. Allegro, scherzoso, pieno di vita. Ieri l'ho visto sfrecciare su quella specie di carretto a tre ruote del negozio di Mario e sembrava felice. Salutava ad alta voce tutti i passanti I due rimasero pensierosi in silenzio qualche istante mentre attorno a loro la campagna si esibiva nel suo fragoroso concerto di cicale e calabroni. Improvvisamente udirono un baccano di lamiere, ciottoli e ruote provenire dalla stradina di accesso al casolare.

Poi si rivolse allegramente ai due: Sei arrivata anche tu. Voi siete le prime due persone che incontro da quando sono arrivata! Ci beviamo un succo? Il bambino sembrava indeciso, imbarazzato. Devo continuare il mio giro Io devo andare ad aiutare i miei a sistemare la casa. La mamma, Paola, doveva essere ancora giovane ma aveva l'aspetto di una donna anziana. Il suo fisico era affetto da innumerevoli malanni e quando riusciva a racimolare qualche soldo con l'elemosina, tornava sempre a casa con una bottiglia di vino in mano.

Paola era orfana e non aveva mai conosciuto i suoi genitori. Salvatore l'aveva abbandonata, come forse fece anche sua madre.

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Pierdomenico Baccalario - Wikipedia

Man mano che il bambino cresceva, la mamma si spegneva. Nonostante il triste destino a cui era stato sottoposto, Ughino era sempre sorridente e quando poteva correva ogni volta a giocare insieme ai suoi amici, da cui era molto amato. Qualche volta veniva invitato a pranzo dalle famiglie degli amici e quando si trovava di fronte ai meravigliosi piatti della tradizione umbra, di solito ringraziava la padrona di casa dicendo: Proprio come me lo fa la mia mamma!

Con lui era diverso, si sentiva a suo agio e non aveva bisogno di fingere nulla. Nessun imbarazzo poteva essere provocato dalle parole di Markus e mai si era sentito tradito da lui. Inoltre, adorava le frittelle americane della mamma Mary, che loro chiamavano Pan Cake. Trascorreva tanti momenti con lui e lo sentiva come un fratello maggiore. Erano Giovanni Montaldi e Piero De Lisis, figli di due facoltosi imprenditori di Orvieto, vestiti dalla testa ai piedi secondo l'ultima moda del momento.

I due non avevano molti amici nella scuola, ma d'altronde la loro privata alleanza pareva accontentarli reciprocamente e non ritenevano di dover estendere agli altri la propria amicizia. Quella volta Giovanni e Piero avevano iniziato a deriderlo a causa delle sue scarpe vecchie e bucate, accompagnando le loro parole con spintoni, mentre lui cercava una mediazione con un sorriso. Improvvisamente Piero con un calcio gli fece cadere nella sabbia lo zaino con tutti i quaderni di scuola.

Con uno strattone Piero cadde a terra e subito Markus fu sopra di lui a dargliele di santa ragione, mentre un paio di altri amici tenevano lontano Giovanni dal duello. D'estate Ughino aiutava Mario, il gestore dell'unico negozio di alimentari del paese, facendo le consegne della spesa. Per questo Mario aveva dato a Ughino una bicicletta da lui modificata per i piccoli trasporti: Ma poi, quando rientrava in casa, la sua allegria rimaneva sempre fuori dalla porta come un soprabito appeso all'uscio.

Allora il bambino indossava la giacca dell'amore e della pazienza e varcava la soglia con coraggio. Lo sguardo della donna era perso nell'infinito vuoto e quasi sempre neanche si accorgeva dell'arrivo del figlio. Le cure e le attenzioni da lui profuse non erano sufficienti, pensava. Forse avrebbe dovuto portarla all'ospedale? Le preparava da mangiare, le parlava, le curava le mani e i piedi, le raccontava di scuola ma lei solo raramente rispondeva con pochi monosillabi.

Markus fissava la strada, pensieroso. Vuoi venire con noi al mare? Ma fu un tentativo vano. Giovanni mise la sua bicicletta di traverso, impedendo il passaggio ai due. Chi arriva prima alla piazzetta decide la penitenza! Lasciateci passare, devo andare al negozio! Piero rimase di pietra. Con una serie di robuste pedalate raggiunse Ughino in cima alla salita, mentre Piero e l'automobile di suo padre si dirigevano a valle.

Non per colpa tua. Nel frattempo erano giunti davanti alla bottega di Mario.


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  7. Ughino scese dal triciclo e disse: Gli piaceva guardare le signore che entravano e uscivano dal negozio, scambiando due chiacchiere fra di loro, con le buste dalle quali uscivano i cespi di lattuga o i filoni del pane. Era ormai abituato sin da piccolo a quelle immagini, anche se non facevano parte dei ricordi della sua terra. Stavano uscendo due donne robuste dalla bottega di Mario. Nonostante tutte le disgrazie che gli sono capitate Sai, proprio ieri mi sono ritrovata sua madre sulla porta di casa.

    Ogni tanto viene anche da me. Ma che devo fare? Poi il bambino possiamo tenerlo noi, un po' per uno. Markus avrebbe voluto intervenire, ma non ne ebbe il coraggio. Voleva dire a quelle donne che se veramente volevano bene a Ughino, l'ultima cosa a cui dovevano pensare era di togliergli la vista della madre.

    Occorreva trovare una soluzione. Nel frattempo Ughino era uscito dal negozio e stava caricando le buste sul carrello. I due si avviarono lentamente verso l'uscita dal paese, affiancati. Mi sono svegliato presto e non riuscivo a riaddormentarmi, avevo avuto troppi sogni e molto strani. Ma lo chiamano dottor Draconis, e qualcuno dice che sia stato un medico. Mi accompagneresti una volta da lui a chiedere consiglio? Hai sentito cosa si racconta di lui in tutti i paesi delle colline qui intorno? Allora fammi sapere quando vuoi andare. Ora devo scappare a casa.

    Viveva da solo insieme al suo gatto Bastet in un casolare molto malandato, disperso in un piccolo bosco tra il paesino di Sugano e Orvieto. Il casolare non aveva un bell'aspetto e sicuramente non induceva il passante a un sorriso: Talvolta, nelle giornate di mercato, qualcuno lo intravedeva spuntare attraverso le bancarelle. D'inverno vestiva sempre un lungo pastrano nero e un cappellaccio dalle falde ricurve verso il basso, mentre d'estate inaspettatamente appariva con gli abiti completamente bianchi: Quando scendeva al paese, si rivolgeva sempre con estrema cortesia ai suoi interlocutori, proferendo spesso un forbito linguaggio non comune in quelle zone.

    Solo una volta — ci sono testimonianze — lo udirono parlare in pubblico. La donna lo picchiava sulla schiena mentre urlava: Oltre alla figura che hai fatto, pure le bugie! A quel punto Draconis si frappose tra la donna e il bambino, dicendo: Draconis non usava mezzi di locomozione di alcun tipo. Era insignito del titolo di dottore da parte della popolazione del posto in quanto si diceva avesse svolto in passato la professione del medico. Si diceva di lui che non avesse figli e che si fosse trasferito in quel casolare tanti anni fa, in seguito alla prematura morte della giovane moglie che lui — medico — non era riuscito evidentemente a curare.

    Da allora era sempre chiuso in quella casa, da cui non si udivano uscire altri suoni se non quello del malinconico clarinetto. La grande riservatezza con cui viveva il dottor Draconis in quella zona, aveva fatto fiorire la nascita spontanea di racconti, testimonianze, favole sul suo conto.

    La gente non riusciva a tollerare il fatto di non sapere chi fosse o cosa facesse quello strano personaggio. Una delle novelle che si raccontavano su Draconis dalle parti di San Quirico era questa: Il ragno la morse e lei cadde a terra, morendo in pochi minuti. A questa storia, gli abitanti di Porano aggiunsero un'appendice: C'era anche chi sosteneva di averlo visto di notte immergersi nel pozzo davanti all'ingresso del suo casolare e riapparire solo al mattino.

    Nessuno poteva dire quanto queste storie fossero vere o partorite dall'immaginazione popolare. Markus aveva un rapporto molto sincero e aperto con il padre e spesso ne condivideva gli interessi scartabellando fra le sue carte, gli articoli e i libri. In tutta la delicata fase del trasloco della famiglia in Italia, Josh era stato molto vicino al figlio cercando per quanto possibile di offrirgli un saldo e fermo appoggio in un momento di grande incertezza.

    Mentre imboccavano la statale si trovarono di fronte Ughino che stava entrando sulla strada verso casa Allen sul suo triciclo da consegna. Ci vediamo qui da me alle sei. Markus sapeva quanto Josh tenesse a quel bambino. Anche se aveva voluto mantenere l'anonimato, il ragazzo aveva scoperto che era stato proprio suo padre a far consegnare a casa Stoppa il letto e l'armadio nuovo per la cameretta di Ughino, all'inizio dell'inverno scorso.

    Ma sai che spesso ci penso e mi viene voglia di andarlo a trovare per scrivere un articolo? Poi Mary mi scoraggia sempre Ma d'altronde nemmeno Melampo sapeva di esserlo! Lo sai che mi piace quando mi racconti della mitologia! Aspetta, fammi ricordare la storia L'uomo era malato sin da fanciullo, da quando aveva assistito al sacrificio di due arieti da parte del padre e lo vide avanzare con il coltello sporco di sangue.

    E che c'entra Melampo con Draconis? Erano giunti nel frattempo nel parcheggio sotterraneo dentro la rupe di Orvieto. Scesi dall'auto, i due s'incamminarono verso le scale mobili che salivano dentro la collina come un bruco nella mela; tutto intorno erano circondati dal colore di nocciole tostate delle pareti di tufo della galleria che saliva ripida fino a sbucare vicino piazza Ranieri.

    Usciti dalle scale mobili, i due si diressero subito a destra verso via Loggia dei Mercanti e quando furono davanti all'hotel Piccolomini dovettero appiattirsi contro il muro per far passare un'auto di grossa cilindrata che stava arrivando lungo il vicolo. Markus conosceva quella vettura. E dal momento che ora il comune ci ha concesso la licenza, sarebbe molto utile se lei scrivesse un articolo per i suoi editori americani.

    D'altronde penso che i turisti sarebbero ben felici di sapere che qui potranno trovare gli stessi sapori di casa loro! I piccoli occhi nascosti dal grasso delle guance e il naso schiacciato sopra alle tumide labbra ne facevano una maschera ripugnante. Gli hai pure promesso che gli scriverai l'articolo? Markus, soddisfatto della risposta del padre, gli mise una mano sulla spalla e proseguirono fino alla libreria. Dopo aver ritirato i volumi che avevano ordinato, si fermarono a un bar su corso Cavour.

    Venite, sedetevi un momento con noi! Teresa ti trovo in forma smagliante. Si scambiarono i saluti e mentre gli adulti iniziavano a parlare delle loro cose, Markus fece un cenno ad Angela e i due si allontanarono dal tavolino dei genitori. Josh stava alzandosi per andare via e fece un cenno a Markus che si avvicinava. Allora Angela si rivolse alla madre, dicendo: Comincia a far caldo anche qui, vero? Sono arrivati anche Fausto e la Teresa, che ti salutano tanto.

    Le ho sempre curate, sai, proprio come facevi tu e mi sono ricordata che a novembre occorre potare solo i rami che non hanno fiorito quella stagione, lasciando invece il fiore seccare da solo sugli altri.

    ULYSSES MOORE

    Mi ha detto che dopo l'estate lei e la Giovanna andranno al comune per convincerli a far accogliere quella poveretta di Paola Stoppa in un istituto, garantendo loro per l'assistenza di Ughino. Povera donna, non ce l'ho con lei! Sembra come cercare compagnia. Sai che viene a piedi da Sugano? Paola passeggiava accanto alle sepolture e per ciascuna faceva un leggero cenno di saluto rivolto alla fotografia. Teneva in mano un mazzetto di piccoli fiori di campo che aveva presumibilmente raccolto lungo la strada e di tanto in tanto ne metteva uno dentro ai vasi dei loculi.

    Se avesse potuto, la fotografia di Anselmo avrebbe alzato gli occhi al cielo, in segno di raccomandazione divina. Poi, visto che la donna lo guardava interrogativa, aggiunse: La donna, senza distogliere lo sguardo dalla strada di fronte a lei, disse: Mentre percorrevano la piccola strada bianca di accesso al casolare Allen, notarono lo strano triciclo di Ughino parcheggiato di fianco al portone di ingresso. Io vado su, divertitevi e Angela li precedeva e Ughino, dritto in piedi nella scatola metallica fra le due ruote posteriori, si teneva stretto alle spalle di Markus.

    Appena giunti sulla strada statale, l'attraversarono per entrare in un viottolo di fronte che percorreva il perimetro di un bosco ceduo. L'altro lato della stradina era delimitato da campi erbosi che scendevano lungo il fianco della collina; l'erba era molto alta e in gran parte secca. Ora erano giunti nelle vicinanze del punto in cui avrebbero dovuto deviare verso l'interno del bosco. Arrivarono anche loro alla curva e voltarono, ma Markus dovette frenare bruscamente per evitare la bicicletta di Angela che era poggiata a terra.

    Lei era in piedi sulla strada e guardava verso un albero. Stavamo quasi per venirti addosso! Era fermo in mezzo alla strada e non andava via Poi ha aperto la bocca e Ma non ho capito Aveva in mano una ghianda e I tre alzarono lo sguardo verso le chiome della quercia e videro quattro scoiattoli in fila su un ramo sopra di loro, ciascuno che teneva stretto qualcosa fra le zampe anteriori. Angela prendi la bici, via! I ragazzi presero a pedalare forte verso il bosco per evitare le ghiande, e anche quando ormai erano decisamente fuori tiro, continuarono a correre per il viottolo attraverso gli alberi, senza sosta.

    Angela era seduta a terra e guardava in alto verso le fronde degli alberi, in tutte le direzioni. Ma cosa avevano quegli scoiattoli? Il sentiero in cui si era avviato Ughino era molto stretto e impervio. Con le biciclette sarebbe stato quasi impossibile percorrerlo. Mentre camminavano si cominciava a udire il suono del clarinetto di Draconis.

    Note inaspettate, dal grave pesante al leggerissimo trillo acuto, galleggiavano attraverso la vegetazione fino alle orecchie dei ragazzi. Adesso riuscivano anche a vedere il recinto intorno alla casa, una bassa staccionata di paletti quasi tutti completamente avvolti dai rampicanti del bosco. Due piccoli cespugli di bacche rosse, simili a ossute mani sanguinanti, segnavano l'ingresso al giardino. Se non fosse stato per i suoni nasali del clarinetto che uscivano dalle finestre, si sarebbe detto un rudere deserto.

    Angela e Markus continuavano con cautela ad avvicinarsi al portone della casa, ma si accorsero che Ughino stava dirigendosi verso il pozzo. Non si vedeva il fondo, ma sul fianco correva una lunga scala metallica agganciata a una pietra d'orlo. Mi sembrava ci fosse qualcuno Markus, ma questo c'era anche l'altra volta? Ughino lo osservava carezzando le pietre lisce e levigate , senza staccare gli occhi pensierosi dal fondo. Si misero in fila indiana davanti alla porta, mentre il clarinetto stava eseguendo una lamentosa scala diminuita.

    Rumori di sedie e di oggetti spostati arrivarono ai ragazzi dal piano superiore insieme a pesanti passi su una scala di legno accompagnati da un sordo borbottio. Sull'uscio apparve la figura alta e allampanata di Draconis, vestito con una larga tunica bianca di lino e i capelli raccolti in una coda che gli pendeva sulle spalle. Teneva in mano un lungo e stupendo clarinetto d'ebano come fosse una mazza e fra i piedi — infilati in due sandali di cuoio — stava dritto un gatto grigio dal pelo di velluto, che li osservava con aria infastidita.

    Gli occhi di Draconis erano nascosti dalle profonde fosse che li custodivano ma l'espressione che stava assumendo in volto era sufficiente a terrorizzare i tre ragazzi. Mentre parlava, Draconis avanzava e i tre ragazzi indietreggiavano di conseguenza. Ci sono tanti sapienti in giro, chiedete a loro. E adesso andate via! Mi avete interrotto, ho molto da fare.

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    Mentre saliva le scale, si sentiva borbottare: E pochi istanti dopo il clarinetto riprese a suonare. Se ne stava in disparte, continuando a fissare la porta chiusa senza parlare. Vedrai che riusciremo a trovare un'altra soluzione. Questo Draconis non mi sembra una persona che possa aiutarci.

    Poi riprese a camminare dietro agli amici, con gli occhi bassi, mentre il cielo diventava rosso e gli animali notturni cominciavano pigramente a sbadigliare, svegliandosi. Persino l'udito abbassava la sua soglia e potevano essere percepiti rumori che di giorno rimanevano mestamente avvolti nel disatteso sottofondo acustico: Ma per Ughino quella non era una notte di quiete. Continuava a rigirarsi nel letto senza sosta, farfugliando parole nel sonno agitato, mentre gli tornavano sempre alla mente le immagini di una fredda scala arrugginita che scendeva verso il fondo di un pozzo.

    Nelle orecchie gli risuonava costante un rumore metallico, forse un oggetto che batteva sui pioli della scala. La luce della luna illuminava tutto lo specchio della piccola finestra, a cui erano applicate delle grate metalliche. Un grosso barbagianni era ritto in piedi sulla soglia e ritmicamente colpiva con il becco la grata metallica. Il barbagianni aveva parlato!

    La sua voce era simile a quella di un anziano brontolone colto da un improvviso disappunto. Ho un sacco di cose da fare stanotte e devo ancora cenare! Io non ho tempo da perdere. Il bambino lentamente si sedette sul bordo del letto. Doveva scendere per quella scala? Non ne era affatto entusiasta, ma il barbagianni era stato chiaro. Ma poi, doveva forse fidarsi di un uccello notturno che parlava come un vecchio borbottone? Ma forse era stato solo un sogno, vediamo. No, vicino a una grata c'era ancora una piuma grigia. Lo avrebbero mai creduto? Per fortuna avrebbe potuto portare anche Markus e Angela, senza di loro sarebbe stato un vero problema.

    Helios in his chariot pulled by four winged horses. The woman walked with her back curved and head bent low, grazing the walls of the old buildings that bordered the narrow alley of the village of Sugano. Her unsettled steps were accentuated by the sound of her torn plastic slippers and covered feet that, despite the look of her clothes revealed great poverty, were meticulously cared for, as were the nails on her bony hands. As she walked, an inaudible whisper came from between her lips. Every so often she lifted her head to find her way through the alleys, and then resumed her walk.

    Arriving at an open doorway along the road, she stopped right in front of it and waited, staring inside. The noises that came from the house were those typical of food preparations from a kitchen: You know he doesn't want this, right? What do you do, instead? When are you planning to stop? This is the last one! I don't want to see you around here any more! Then she continued on to the city gate and settled herself on a low stone wall. The wall bordered the road that looked on to a wooded area right below. The woman kept holding the bottle that had been given to her, tight to her chest.

    Her head hurt, as if something was pressing on her temples. She knew that when she had this feeling, it was because they were coming, which was why she had gone to beg for the wine. They constantly tormented her, and for years had never left her in peace. Every time she began to feel the atrocious pressure in her head, she had to endure them again. She could feel them. The foliage of the trees on the hillside below her slowly began to change shape.

    The branches extended and broke from underneath the foliage, transforming into large hands stretched towards the sky. At the same moment, the vegetation below her joined together, forming a dark, waving, slimy sea. The woman looked at the sight without interest and with resignation. Suddenly a voice spoke from the street behind her, calling her attention. The one that had spoken was a small clown, which skipped playfully around the other two people: The clown continued to speak: Don't you recognize them?

    The masked female figure appeared to bring her hands close, and then bent in a loving pose. Meanwhile the clown sang: The woman removed the cork off the bottle. Immediately the two masked figures jumped, and the clown turned to them: The two bodies started to cover with green scales, and slowly settled to the earth rolling about, while the long hands of the trees behind the woman reached out and grabbed her by the waist.

    She screamed and immediately lifted the bottle to her mouth, gulping down a huge mouthful of wine. At that moment, the nightmare disappeared and everything was back to the way it was before.

    Pierdomenico Baccalario

    Meanwhile a boy coming down the street on his bicycle witnessed her eager drinking. She gazed at the boy without answering. Don't you recognize me? Come on, I'll take you home. As she walked, her gaze remained fixed in front of her and she continued to repeat: They wanted me to believe Markus opened it, motioning the woman to enter. The woman turned to him and said: Were your parents serpents too? His sideburns also appeared to extend down his face, because of a light, unusual hair growth that had started to appear on this face.

    In the morning he looked at himself in the mirror for a longtime, every time with the fear of waking up and not being able to recognize himself. He was not awaiting nor had asked for all these body changes. Because of them, he felt submersed in a fog of confusion and doubts. He had been able to surround himself with things and actions that made him feel serene and hopeful. His physical appearance was one of them. His black curly hair falling on his white forehead, his red lips framed under a small straight nose and his prominent eyebrows framing a lively but intense look, created an image from the past, right out of a Caravaggio painting.

    This look he felt comfortable with made him feel safe. As a result, these morning inspections in front of the mirror revealed a frowning forehead that revealed preoccupation and disappointment. He had been living with his parents in a small, isolated house on the Umbrian hills surrounding Orvieto since he was five, since — that is — his father Josh he had ruined his life in that crazy merry-go-round that is New York City.

    He had then bravely chosen to move, in agreement with his wife Mary. Both had been pondering that possibility for years and every detail had been taken care of with extreme care. Josh wrote articles on Italian customs, traditions and culture for the American market, while Mary worked in photography. Markus was not enthusiastic about their choice, even if he was familiar with those places since he was very young, as he had been vacationing there in the summer every year. He realized he was going to lose all his friends to find himself in a completely new place, without anything familiar to refer to.

    Ulysses Moore - 14. Viaggio nei porti oscuri

    The family would talk about it at length in the evening. In the end, he accepted the move, even if his decision was prompted more by his desire to make his parents happy, than to make himself happy. When the world turns upside down, the only way to remain strong is to lean against recognizable stable pillars. His family, his room, his bicycle and his first true friends were pillars of strength to Ughino.

    Three years went by before he could give up the New York Yankees poster hanging in front of his bed, to make room for a poster of an Italian soccer team. He had learned to speak Italian perfectly and he attended the local middle school with notable success. Despite some initial difficulties, he was immediately cheerfully accepted by all his schoolmates and teachers. The small realities of both the province and the country luckily did not destroy human relationships like urban centers do, revolting anonymous machines that they are. Markus then became friends with everybody, despite his initial distrust.

    Among all his friends though, there was one special friend, a girl: Unfortunately, destiny made this friendship hard for the boy, for Angela lived in Rome and only during the summer, and sometimes during some holidays, she would vacation with her parents where Markus lived and where her parents owned a small house inherited from an elderly aunt. Angela was a year younger than Markus and they had become friends before he left New York, since both families had chosen the same place to vacation at.

    It was because of his great friendship with Angela that Markus learned to speak Italian quickly. For a couple of years, Markus and Angela had been enjoying more freedom with the permission of their parents. As a result, they would spend their days on the hills, biking along the wooded paths, looking for small animals and climbing trees, looking for hideouts. Angela was a lively, blond girl, always ready for any adventure Markus would suggest. She was slim and agile like a gazelle in the fields and a squirrel on the trees. He never thought about the difference of the sexes too much, nor was this bothering him in any way.

    All this, up to that year when — in summer — Angela went back to the village again. Like Markus, she was growing and physically changing and Markus was aware of all these changes. The once-bold little girl had gotten taller, her hair was styled differently and had a different shine, and her clothes did no longer disguise the flat and dry figure of years past.

    Her look had also changed and become so piercing it went right through you like a dagger. Markus was thinking about this, while hesitating for quite a few minutes in front of the mirror… Suddenly he heard someone knocking at the bathroom door. I will be back tonight. Your father is up in his den, writing. She would leave early in the morning with all her photo equipment and spend the whole day traveling through the hills and bordering villages.

    At night, she would come back with a good number of pictures, which, through the night, she would examine and make changes to. Hidden in his den, he would write all-day long and send his work to editors by e-mail. After breakfast, Markus went into the garden, making his way towards the back of the garage, where Josh had set up a basketball court for him, using one of the garage walls. The boy would spend a lot of time bouncing the ball on the pavement, then throwing the ball into the basket.

    All this physical activity calmed him down. As he was slowly swirling around, dragging behind him the ball bouncing on the pavement, that morning he thought of his friend Ughino, with all the problems his image would conjure up. So intent was his thought, that Markus stopped the ball with his hands and stood for a moment looking at the climbing roses that were decorating the garage door. Markus turned around and his face lit up. She threw it on the ground and they hugged happily, transported by the spontaneity of a gesture they were accustomed to since they were five.

    Markus though realized he had perhaps been too spontaneous. He pulled away immediately, blushing. His face beamed with delight. Cheerful, playful and full of life. He was greeting everybody loudly But his mother has gotten worse.

    He told me himself and I actually saw it for myself. He said there is very little that could be done since she is mentally sick. They suddenly heard a loud noise of metal, stones and wheels coming from the access road to the village house. The two got up and moved towards the lane that led to the main entrance. When they got to the corner of the garage, they had to move back to make room for a boy who was riding a strange three-wheel vehicle with great speed.

    Then he addressed both of them: I am very happy. Ughino started to get off the bike and then hesitated. Would you like some juice? He looked at Markus and said: I have to continue my deliveries I just wanted to say hello. He looked at Angela, trying to let her know. She understood immediately and said: I have to go help my parents get set up.

    Then Ughino got off his bike, stopped pretending he was happy and hugged Markus.