Nottefonda (Battitore libero) (Italian Edition)

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O membri dell'intelligentsia indiana! Voi pensate che leggere l'ultimo best-seller del New York Times, parlare un inglese raffinato e disprezzare i vostri connazionali, specialmente chiunque abbia un collegamento con l'induismo, vi renda intellettuali. Abbiamo perso il Grande Senso, il significato della nostra evoluzione, il significato di tutta questa sofferenza, della morte, della nascita Altre definizioni che comunicano un significato distorto, che sminuisce il senso originario, sono per esempio "veggente" per indicare un rishi e "incantesimo" o "litania" per indicare un mantra.

La stragrande maggioranza degli induisti si sente quindi in dovere di lodare abbondantemente le scritture cristiane e islamiche, anche senza averne alcuna conoscenza. Questi sentimenti si possono osservare persino tra gli animali, che talvolta si lasciano morire quando perdono il compagno o la compagna di una vita. L'ignoranza popolare alimentata dalla propaganda distorta del colonialismo ha collegato questa scelta radicale di Sati con l'idea della vedova che si immola o peggio che viene immolata sulla pira funebre del marito, identificandola appunto con il nome di sati - dimenticando che il suicidio di Sati non aveva nulla a che vedere con la vedovanza, in quanto Shiva non era affatto morto.

Altri esempi di autoimmolazione sono descritti a proposito di yogi realizzati sia maschi che femmine e tapasvi asceti , che abbandonano l'involucro corporeo esattamente nel modo usato da Sati e in circostanze scelte in modo consapevole e deliberato, ma mai dettate dalla disperazione e dalla paura come succede di solito con i suicidi ordinari. Nel Tahrirolvasyleh dell'Ayatollah Khomeini volume IV, pubblicato nel , troviamo addirittura la seguente affermazione: Se poi la donna e i testimoni a suo favore sono non-musulmani, il numero necessario sale addirittura a quattro.

E' facile sfatare questo mito semplicemente visitando uno dei pochi templi sopravvissuti tra quelli che erano stati costruiti e decorati prima delle invasioni musulmane, e leggendo le narrazioni di Purana e Itihasa. A parte essere rispettate come manifestazioni visibili del Divino Femminile, nella letteratura vedica le donne sono descritte come controparti perfettamente equivalenti agli uomini. La Saunaka Samhita dell'Atharva Veda Il Mahanirvana tantra 8. Secondo l'Harita Dharmasutra, appartenente alla scuola Maitrayaniya dello Yajur Veda, le donne possono essere classificate in due tipi: A queste donne trascendentali e spiritualmente potenti non era richiesto di sposarsi e allevare figli, sebbene non ci fosse nessuna regola che proibisse loro di farlo, magari anche in un secondo tempo.

Un'altra famosa brahma vadini, Lopamudra, era rinomata per la sua padronanza del sanscrito e del tamil. Due mantra del Rig Veda 1. Si dice che alcuni studiosi Vedici intitolarono le loro opere al nome delle loro spose o figlie, come nel caso del testo di commento al Vedanta chiamato Bhamati e del testo matematico chiamato Lilavati.

I Rig Veda sukta , ,, , ,,,,, sono esplicitamente femminili di origine; il libro 14 dell'Atharva Veda e varie sezioni in numerosi altri libri sono attribuiti alle Rishikas, o "Rishi femmine". Il Vac sukta Rig Veda Molte parti degli altri 19 libri sono attribuite a donne, e i rituali che descrivono sono denominati in particolare strikarmani, ovvero rituali celebrati specificamente dalle donne. I testi rituali dei Veda elencano le Rishika a cui dev'essere offerto omaggio durante lo studio dei testi divini - come ad esempio l'Ashvalayana Grhyasutra 3. Alcuni testi sono in particolare destinati per la recitazione da parte di donne, come i mantra del Madhyandina Yajurveda 5.

Anche molti mantra dallo Yajur Veda per esempio sukla 5. Anche quando gli uomini recitavano gli altri sloka, la presenza delle donne era data per scontata: Nella Kena Upanishad, Uma Brahmavidya appare per dissipare l'ignoranza di Indra con i suoi insegnamenti: Adi Shankara evidentemente considerava questo discorso molto importante, in quanto scrisse ben due commentari diversi e successivi su questo singolo testo. Ancora in epoca post-vedica, Panini scriveva che le donne frequentano scuole vediche chiamate charana 4.

Secondo il grammatico Katyayana 4.

Libero - Italian to English Translation

Nel suo Mahabhasya 2. Quando sceglievano di sposarsi, le brahma vadini cercavano uomini ugualmente dedicati alla coltivazione della conoscenza e della pratica spirituale. Si dice che Gargi raggiunse la perfetta realizzazione nello stadio del brahmacharya, Chudala nel grihastha ashrama, Maitreyi nello stadio del vanaprastha, e Sulabha yogini come sannyasini. Questa Sulabha bhikshuni "mendicante sacra" era celebre per la sua vasta e profonda conoscenza del Mahabharata. Secondo la tradizione vedica la seconda categoria di donne, chiamate sadhya vadhu, include le persone ordinarie che semplicemente aspirano ad essere donne di casa e madri.

Le madri di famiglia ordinarie, dette sadhya vadhu, sono incoraggiate a partecipare direttamente a tutti i rituali religiosi come Guardiane del Dharma, mentre gli uomini sono esclusi dalla partecipazione ad alcuni specifici rituali domestici. I brahmana noti per la loro erudizione ed esperienza nello studio delle scritture furono presi particolarmente di mira durante la conquista islamica dell'India: Per fare un piccolo esempio, nel breve periodo dell'anno , un solo governante tra i tanti, Sultan Sikander But-Shiken, fece sparire circa 80mila brahmana: Le cronache di un altro Sultan islamico in India, Amir Shamasu'd-Din Iraqi, 65 Parama Karuna Devi affermano apertamente che ogni giorno da a brahmana venivano condotti al suo palazzo, dove veniva loro tolto il filo sacro, venivano circoncisi a forza e costretti a mangiare carne di mucca.

Se i poveretti osavano tornare alla loro antica fede venivano massacrati immediatamente insieme alle loro famiglie e ai loro seguaci. E' comunque possibile ottenere le citazioni in altri paesi, specialmente quelli che hanno un governo musulmano, dove gli eventi narrati da tali cronache sono considerati tuttora motivo di vanto per i fondamentalisti religiosi islamici. Lo stesso tipo di persecuzione colpiva i testi delle scritture vediche, che pur essendo numerosissimi in origine, vennero decimati o mutilati in modo da non poter smentire efficacemente la propaganda degli invasori.

Nel Mahabharata vediamo che Savitri e Amba celebrano da sole l'Agnihotra, il sacrificio del fuoco, come loro diritto proprio. Nel Ramayana vediamo Kausalya, Sita e Tara mogli rispettivamente di Dasaratha, Rama e Sugriva che celebrano indipendentemente l'agnihotra; quando invece Rama celebra l'Asvamedha yajna in assenza della sua sposa Sita, gli viene raccomandato di installare una statua d'oro della sua sposa nel sito dello yajna per evitare di invalidare la procedura.

Infatti il Gobhila Grihasutra 2. Inoltre, speciali cerimonie aggiuntive come il Chandana dhenu sraddha sono celebrate per la madre e non per il padre. Un uomo che entra nell'ordine di sannyasa riceve il pranama omaggio rituale dal proprio padre, ma lo offre alla madre. Secondo la tradizione vedica, al tempo della diksha o iniziazione upanayana samskara lo studente si avvicina alla madre per chiedere bhiksha l'elemosina rituale e quando lo studente ritorna a casa dopo aver completato gli studi s'inchina alla madre e le offre qualsiasi cosa abbia acquisito.

La devozione verso la madre come il primo Guru di ciascuno rimane anche quando tutte le altre relazioni sono state abbandonate. Anche Chaitanya era famoso per la sua devozione verso sua madre Saci. Nella Taittiriya Upanisad 1. Un'istruzione molto ben conosciuta raccomanda che tutti gli uomini guardino a tutte le donne come madri, come manifestazioni dell'unica Dea Madre, colei che dona la vita a ciascuno.

La Manu smriti afferma, yatra naryastu pujyante, ramante tatra devata: Le case contro cui le donne, non essendo debitamente onorate, pronunciano una maledizione, periscono completamente. Nell'inno matrimoniale del Rig Veda Quindi il Rig Veda continua Io sono la guida. Il marito non deve mai fare niente che dispiaccia alla sua sposa Mahabharata 1. Il celebre Devi mahatmya dal Markandeya Purana descrive come la Dea Madre, alla richiesta di tutti i Deva e allo scopo di proteggerli, uccise i demoni Madhu e Kaitabha, Sumbha and Nishumbha, Raktabija e Dhumralochana, e Mahisha con tutto il suo esercito.


  1. Beneath Ceaseless Skies Issue #121!
  2. The New York Grimpendium: A Guide to Macabre and Ghastly Sites in New York State.
  3. Developing the Craft of Mediation: Reflections on Theory and Practice;
  4. .
  5. La San-Felice - Tome V (French Edition)?

Nella Krishna lila storia di Krishna , rappresentata in modo bellissimo dal grande poeta Jayadeva, Govinda abbraccia i piedi di Radha e li venera con amore - l'eco di tale devozione si riscontra anche nella relazione personale del poeta con la propria sposa Padmavati. La recitazione dei testi Vedici tradizionalmente inizia con l'invocazione alla Devi - om shanno devirbhishtiye apo bhavantu Atharva veda. In particolare, questo mantra costituisce l'inizio della versione di Pippalada dell'Atharva Veda. Ritorna poi come mantra 1.

O Saggia per eccellenza! Sostienimi in grazia e splendore! Entrambe le definizioni possono venire applicate a livello individuale e a livello collettivo. Queste regole si basano su principi igienici, etici, sociali e culturali. Dopo il bagno in acqua pulita, preferibilmente corrente, si devono indossare abiti freschi di bucato.

In cambio i loro datori di lavoro si impegnano a prendersi cura di loro e delle loro famiglie in tutto e per tutto. E' importante comprendere che i sudra non sono "intoccabili", paria o dalit. Le condizioni di vita di un sudra dipendono esclusivamente dalla sua relazione con il datore di lavoro e non hanno niente a che fare con le convenzioni sociali o eventuali pregiudizi.

Sono considerati arya e i loro datori di lavoro li trattano come figli. La Svetasvatara Upanishad II. Sia il Rig Veda che lo Yajur Veda L'Atharva Veda afferma che tutti gli esseri umani devono avere l'uno verso l'altro lo stesso affetto e amore dimostrati da una mucca verso il suo vitello appena nato, dovrebbero condividere il cibo ed essere uniti fermamente come i raggi della ruota di un carro.

Le regole che proibiscono ai chandala o anarya di vivere a stretto contatto con gli arya non sono dettate da razzismo o pregiudizi sociali, ma da considerazioni puramente igieniche. Nemmeno i mendicanti itineranti vengono assimilati ai chandala, naturalmente a patto che osservino le regole fondamentali dell'igiene e del comportamento civile.

Quando svolgono il servizio di trasporto delle salme al crematorio, i chandala ricevono sempre dei doni o un pagamento dai parenti del defunto e viene loro permesso di conservare gli ornamenti preziosi del defunto che rimangono tra le ceneri dopo la cremazione.

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Spesso un piccolo gruppo di chandala sceglie questa professione in modo permanente e stabilisce quindi la propria residenza all'interno del crematorio stesso o nelle vicinanze, trovando un'ulteriore fonte di entrate nella raccolta e vendita di legna per le pire funebri. Un'altra nicchia occupazionale possibile per i chandala consiste nella rimozione e nel trattamento dei rifiuti in generale, o la pulizia e la manutenzione degli scarichi di fogna. Inoltre, i sudra che lavorano come assistenti alle altre tre categorie occupazionali svolgono normalmente queste mansioni per la famiglia che li impiega, ma non vengono considerati o trattati come chandala, per il semplice motivo che osservano normalmente le regole di pulizia e igiene.

Molte persone confondono la categoria dei sudra con quella dei chandala, ma si tratta di due posizioni molto diverse: Quando i chandala o mleccha considerano le loro abitudini di vita impure come una valida tradizione etnica o culturale, vengono indicati con un nome tribale a seconda del particolare gruppo etnico o culturale al quale appartengono: Il Bhagavata purana 2.

Offro dunque il mio omaggio al potentissimo Sri Vishnu. Parasara riprese immediatamente il suo viaggio senza sposare la ragazza, e in seguito Satyavati divenne la moglie del re Santanu, dal quale ebbe altri figli, come narra il Mahabharata. Il Rig Veda 9. Ancora il Bhagavata purana 3. I devoti che mi servono con fede e attaccamento trascendentale sono completamente purificati grazie alla loro devozione, anche se fossero nati in famiglie incivili.

I membri di queste popolazioni tribali arianizzate vengono generalmente chiamati vratya, in quanto per ufficializzare la loro purificazione e il loro voto vrata di seguire le regole etiche si celebra un particolare rituale di sacrificio chiamato vratyastoma. Le scritture vediche attribuiscono al Rishi Atri questa chiarissima affermazione, universalmente riconosciuta e accettata come autorevole: Secondo la Bhagavad gita Deve innanzitutto essere veritiero e capace di controllare i propri sensi. Non deve invidiare nessuno. In questo mondo una persona nasce in una famiglia di brahmana come risultato delle proprie tendenze, quindi un sudra che manifesta tendenze da brahmana e agisce come un brahmana diventa un brahmana.

Solo il comportamento da brahmana costituisce la base per la posizione di brahmana. Il Bhagavata purana D'altra parte, un devoto di Vishnu ha il potere di purificare i tre mondi, anche se fosse nato al di fuori del sistema dei varna. A quale gotra discendenza familiare appartengo? Vai pure a prendere la legna per accendere il fuoco sacro. Visvamitra figlio di Maharaja Gadi, e Maharaja Vitahavya divennero brahmana pur essendo nati in famiglie kshatriya; vengono citati appunto a questo proposito nel Mahabharata rispettivamente Adi Parva capitolo e Anusasana Parva, capitolo Vitahavya raggiunse il livello di brahmana grazie alla benedizione di Bhrigu Muni.

Sempre il Bhagavata purana 9. Il Bhagavata ci informa inoltre che tra i figli del re Rishabhadeva, 81 divennero brahmana 5. Ecco la definizione della Chandogya Upanisad: Dvija-bandhu, o "parente di nati due volte" si applica non soltanto ai figli non qualificati di genitori brahmana, ma anche ai figli non qualificati di kshatriya e vaisya, in quanto kshatriya e vaisya ricevono anch'essi il filo sacro nell'iniziazione religiosa che costituisce la seconda nascita di un arya.

Nelle scritture vediche si trova talvolta anche la definizione di kshatra bandhu per indicare un discendente indegno di kshatriya. La Manu samhita 4. Il Vishnu dharma shastra Il Mahabharata Santi parva, Il Padma purana afferma, brahmanah ksatriya vaisah sudrah papaparayanah nijacara-vihinas ca bhavisyanti kalau yuge, vipra veda-vihinas ca pratigraha-parayana hatyanta-kaminah krur bhavisyanti kalau yuge, veda-nindakaras 88 Introduzione alla conoscenza vedica caiva dyutacaurya karas tatha, vidhva-sanga- lubdhas ca bhavisyanti kalau dvijah, vrttyartham brahmanah kecit mahakapata-dharminah raktambara bhavisyanti jatilah smasrudharinah, kalau yuge bhavisyanti brahmanah sudra-dharmina.

Arrivano persino a vestirsi degli abiti rossi del sadhu, lasciandosi crescere barba e capelli lunghi, per meglio ingannare la gente. Addirittura il Varaha purana afferma, raksasah kalim asritya jayante brahma-yonisu utpanna brahmana-kule badhante srotriyan krsan, "Alcuni che erano esseri demoniaci nelle epoche precedenti prenderanno nascita in Kali yuga in famiglie di brahmana allo scopo di indebolire e distruggere la tradizione della sruti delle scritture vediche. Per esempio il Dr. Se leggete la storia dell'India troverete che sono sempre stati fatti tentativi per elevare le classi inferiori.

Cosa intendo per ideale di brahmana?

Leggiamo nel Mahabharata che il mondo intero era inizialmente popolato di brahmana e che man mano che gli individui cominciarono a degradarsi si divisero in classi diverse, e che con il nuovo ciclo torneranno tutti alla medesima origine brahmanica. Come potranno concedere il dono della liberazione coloro che non sono capaci di nutrire una bocca affamata con una crosta di pane? Come potranno purificare gli altri, coloro che diventano contaminati semplicemente dal fiato altrui? Questo concetto Vedantico non si applica solo qui, ma in tutto il mondo.

Questa era la sua motivazione importante. Come abbiamo visto nel capitolo precedente, il governo coloniale britannico aveva tutto l'interesse a indebolire l'ideologia vedica per poter meglio dominare il subcontinente indiano, e sicuramente ci fu della malizia nel modo in cui introdusse la famigerata teoria dell'invasione ariana e dell'origine caucasica della cosiddetta razza indo-europea.

Il termine kula definisce la "famiglia" o la "casa" alla quale si appartiene, per nascita o per scelta, in modo permanente o temporaneo. Per esempio, la casa del Guru in cui gli studenti vivono durante la fase di brahmacharya viene chiamata Guru Kula. Il termine si applica anche alle associazioni religiose, specialmente tantriche, di cui i membri iniziati fanno parte considerandosi appartenenti alla stessa famiglia. Si tratta di un legame di affetto, riconoscenza e rispetto, di un vero e proprio debito rina che va ripagato, sia onorando ritualmente la memoria degli antenati che educando adeguatamente i propri discendenti.

Le scritture vediche descrivono tre tipi di jati: I propagandisti britannici innestarono erroneamente il concetto vedico di jati sulle idee pseudo-scientifiche di antropologia razziale che stavano fermentando in Europa sin dai tempi di Carlo Linneo , il famoso medico, botanico e zoologo.

Nel suo Systema Naturae Linneo scrive di cinque razze umane: Persino pensatori come Friedrich Hegel, Immanuel Kant e Auguste Comte credevano che la cultura occidentale europea fosse l'acme del processo evolutivo lineare socioculturale umano e approvavano la schiavizzazione delle "razze inferiori". I nonbianchi venivano tenuti in gabbia in "zoo umani" durante le fiere coloniali per promuovere i benefici arrecati del colonialismo bianco alle popolazioni di colore: Le cronache riportano parecchi altri esempi del genere.

Parecchi scrittori successivi, come l'antropologo francese Vacher de Lapouge nel suo libro L'Ariano, 93 Parama Karuna Devi sostennero che questo ramo superiore poteva venire identificato a livello biologico usando l'indice cefalico la misura della forma della testa e altri parametri simili.

De Lapouge affermava che gli europei biondi dal cranio allungato o "dolicocefali", che si trovano caratteristicamente nel nord Europa, erano leader naturali, destinati a governare sui popoli brachiocefali dal cranio corto. Nel XVIII secolo uno dei primi antropologi fisici, il medico americano Samuel George Morton mise insieme una collezione di teschi provenienti da varie parti del mondo per tentare una classificazione.

Influenzato dalla teoria razziale contemporanea, il dott. Negli Stati Uniti questo razzismo "scientifico" era usato per giustificare lo schiavismo dei neri americani davanti alle proteste morali della gente contro il traffico di schiavi sull'Atlantico.

Nel in Louisiana prima della guerra civile, il medico Samuel A. La stessa teoria affermava inoltre che gli stessi popoli ariani avevano invaso anche l'Europa, dove erano diventati la razza dominante, che secondo le teorie naziste era caratterizzata da corporatura alta e robusta con capelli biondi e occhi azzurri.

Non esiste, in tutte le scritture vediche o nella tradizione orale, alcun accenno a un luogo d'origine precedente degli arya rispetto al subcontinente indiano, dal quale gli arya siano poi "migrati". La gente vestiva abiti di cotone, si adornava di vari ornamenti e pettinature complesse, usava recipienti di ceramica vetrosa e aveva sviluppato un fiorente commercio fluviale.

Oggi si conoscono migliaia di questi siti, sparsi in un territorio che comprende oltre all'India l'attuale regione di Pakistan e Afghanistan. Tendono piuttosto a vivere molto semplicemente in tende, preferibilmente fatte di pelli animali che possono essere impacchettate e trasportate facilmente, come si osserva ancora oggi nelle popolazioni che continuano a vivere in questo modo.

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Una vita nomade dipende naturalmente dalla caccia e dal saccheggio piuttosto che dall'agricoltura che richiede una vita molto stanziale ed eventualmente con l'occasionale raccolta di vegetali spontanei. Con il tramonto del colonialismo e l'affermarsi dei valori umanistici e dell'indipendenza della ricerca scientifica nei campi dell'antropologia e archeologia molti vecchi miti dell'indologia sono stati giustamente sfatati. In seguito la propaganda nazista sulla razza ariana ha provocato un'associazione di idee molto infelice nell'opinione pubblica globale riguardo al termine "ariano" e al simbolo della svastika anch'esso arbitrariamente rubato alla cultura vedica applicandovi i concetti negativi di razzismo, oppressione e violenza, che vengono espressi ai nostri tempi con l'eufemismo "politicamente corretto" di pulizia etnica.

Il primo di questi gruppi, il movimento chiamato Brahmo samaj fondato da Ram Mohan Roy , venne fortemente influenzato dagli insegnamenti della Chiesa Unitaria e dal concetto sincretista dell'Universalismo Radicale. Manteneva soltanto quegli aspetti che considerava "rispettabili", come gli inni altamente simbolici di Rig, Sama, Yajur e Atharva Veda tradotti in modo praticamente incomprensibile e impossibile da tradurre in pratica o conoscenza utile e il concetto di Brahman come Dio o Spirito Universale o Logos spiegato in alcune Upanishad.

Swami Dayananda Sarasvati fondatore dell'Arya samaj, condannava fortemente "idolatria, ritualismo, leggende e superstizione" della tradizione induista, esaltando invece la speculazione filosofica sui quattro rami originari di Rig, Sama, Yajur e AtharvaVeda Samhita, Aranyaka e Upanishad , il celibato per gli studiosi di religione, e la meditazione sulla sacra sillaba Om, considerata "il vero nome di Dio".

Ramakrishna, ispiratore della Ramakrishna Mission fondata dal suo discepolo Swami Vivekananda, affermava apertamente di voler seguire "tutte le religioni". Gli insegnamenti derivati dalla conoscenza vedica si sono diffusi enormemente soprattutto nella forma delle varie discipline yoga con migliaia di maestri tra i quali possiamo citare per esempio Iyengar, e della medicina naturale ayurvedica con divulgatori come Deepak Chopra e molti altri.

Ben presto anche gli occidentali sono passati dalla posizione di discepoli a quella di maestri, moltiplicando i gruppi, le scuole, i centri e le organizzazioni che propongono queste discipline. Gli abitanti della sponda indiana del Sindhu vennero chiamati Hindu dai persiani e dagli altri invasori successivi provenienti da ovest. Di volta in volta viene percepita, sperimentata e rivelata dalle anime realizzate, che la trasmettono sotto forma di letteratura sacra. Secondo la tradizione, la conoscenza vedica venne manifestata dal creatore dell'universo Brahma al momento di cominciare a formare i vari elementi della creazione.

In ogni ciclo di creazione di ogni singolo universo si susseguono mille cicli di quattro ere, che compongono una "giornata" del creatore o Brahma di quel particolare universo. Ogni sera il Brahma ritira la maggior parte della creazione e "mette a dormire" il resto fino alla mattina successiva. In ognuno di questi cicli il genere umano viene creato secondo il progetto genetico originario e perfetto, e lo stesso vale per tutte le altre specie viventi; secondo i Veda esistono 4 milioni e mila specie di vita, di cui mila forme di vita umane o umanoidi.

E' detto infatti che all'inizio del Kali yuga l'avatara Vyasa decise di mettere per iscritto questa particolare compilazione proprio per venire incontro alle differenti esigenze della gente. L'intera popolazione era dunque composta da brahmana, senza bisogno di kshatriya, vaisya o sudra e a maggior ragione mancavano i chandala. Per tutti, il metodo di realizzazione spirituale e religiosa era costituito dalla pratica dello Yoga e dalla meditazione sulla Trascendenza, che purifica l'intelligenza da tutte le identificazioni e attaccamenti materiali.

Rinuncia, equilibrio, senso del dovere e autodisciplina permettevano a tutti di controllare la mente e i sensi e impegnarsi nella contemplazione del Divino all'interno del proprio cuore. Per esempio, i templi tradizionali hanno sempre almeno una piscina sacra, chiamata kunda o sarovara, dove i devoti e i pellegrini possono fare il bagno o almeno purificarsi un po' prima di entrare nel tempio. Seguendo questa logica, i regni europei crearono colonie nel resto del mondo con l'idea di "civilizzare" quelle popolazioni e tuttora assistiamo a una deliberata opera di "globalizzazione" della cultura industriale di sviluppo non-sostenibile di tipo statunitense.

Secondo l'accademia occidentale, il sanscrito costituisce la lingua madre delle varie lingue "indo-europee", ma noi possiamo aggiungere che il sanscrito presenta anche alcune caratteristiche speciali, che non si trovano nelle lingue europee - in particolare, la costruzione "componibile" delle consonanti semplici e complesse, che produce un grandissimo numero di configurazioni grafiche. Il sanscrito-devanagari applica scientificamente questo concetto istintuale e lo codifica con precisione: L'alfabeto sanscrito comprende 15 vocali e 34 consonanti semplici, 4 delle quali ra, ya, la, va sono considerate "semi-vocali" e secondo le regole del sandhi "legami eufonici" si possono trasformare nella loro controparte vocalica o in speciali gruppi consonantici dalla grafia particolare.

Le consonanti semplici, raddoppiate o accoppiate con altre consonanti, si uniscono graficamente a creare un numero notevole di consonanti complesse, che talvolta, a seconda della particolare pronuncia, prendono un aspetto anche molto diverso rispetto a quello delle consonanti semplici che le compongono. Inoltre le vocali hanno una forma diversa quando si trovano da sole o ad inizio di parola da quando si trovano all'interno della parola.

Ecco le vocali all'inizio di parola: Ecco le vocali all'interno di parola: Ecco le consonanti semplici: Per ottenere il suono duro di quella consonante italiana, il sanscrito usa invece una lettera completamente distinta, la Ka, e questo evita ogni confusione.

Molti scienziati hanno analizzato la struttura e le dinamiche linguistiche del sanscrito e le hanno trovate perfettamente logiche e coerenti, paragonabili al linguaggio informatico che si usa per programmare i computer. Le implicazioni filosofiche di questa struttura linguistica sono profondissime. Il suono primordiale come origine e fondamento dell'intera creazione, dell'energia, degli elementi, della conoscenza, e delle manifestazioni visibili, viene dunque messo in evidenza fin dai primi passi dell'apprendimento scolastico, con le lettere dell'alfabeto.

Un vago ricordo di questa scienza tantrica rimane nelle favole europee che parlano di "formule magiche" incomprensibili, tipo "sim salabim" eccetera. Ecco alcuni esempi di yantra, rispettivamente di Bhuvanesvari, Kali e Shiva. Strettamente imparentate con l'hindi sono il rajasthani e il bihari.

Per assicurarsi che gli studenti ricordassero e ripetessero perfettamente i testi originari, mantenendo persino l'intonazione giusta, gli insegnanti li Introduzione alla conoscenza vedica facevano imparare a memoria in varie successioni, chiamate prakriti patha "lettura semplice" e vikriti patha "lettura elaborata". Il prakriti patha consiste nel recitare il verso tutto di seguito, come viene tramandato per iscritto, senza dividere le parole che sono legate tra loro dal sandhi.

Per esempio ecco un mantra che offre omaggio a Sambhu un altro nome di Shiva e a Maya, rispettivamente il Signore Supremo e l'energia divina: Il pada patha "lettura passo a passo" consiste nel separare le parole di base l'una dall'altra, cosa che aiuta a comprendere e memorizzare meglio il verso: Parleremo ancora delle regole di pronuncia e intonazione nella recitazione dei testi vedici nel capitolo sui Vedanga "membra secondarie dei Veda".

Molti altri Rishi contribuirono al corpus di conoscenza delle scritture vediche, compilando vari testi anche prima dell'opera di Vyasa. Tra i suoi discendenti, si contano molti altri Rishi, come Mugdala, Uddalaki, Shakalayani, Chandogya ecc. E' l'autore della Brighu samhita, un trattato-oracolo di astrologia, che permette di scoprire anche le vite passate e future di una persona, con 45 milioni di possibili combinazioni astrologiche. Non sono purtroppo sopravvissuti testi compilati direttamente da lui. Altri Rishi che composero inni del Veda originario sono: Kanva Rishi fu il padre adottivo di Sakuntala, protagonista della famosa opera poetica di Kalidasa.

Della generazione dei Rishi successiva a Vyasa ricordiamo: A sua volta Paila divise il Rig Veda in due parti, affidandole rispettivamente a Indrapramiti e Bashkala. Bashkala divise la sua parte in quattro sezioni, affidandole ai suoi discepoli Bodhya, Yajnavalkya, Parasara e Agnimitra. Il figlio di Mandukeya, Sakalya, divise in 5 parti il testo che gli era stato affidato, distribuendo le varie parti a Vatsya, Mudgala, Saliya, Gokhalya e Sisira. Un altro discepolo di Sakalya, di nome Jatukarnya, divise il suo testo in 3 parti e vi aggiunse un glossario, affidando queste divisioni rispettivamente ai suoi discepoli Balaka, Paila, Jabala e Viraja.

Dai vari testi del Rig Veda venne compilata anche un'antologia chiamata Valakhilya-samhita, opera di Baskali, che la trasmise poi a Valayani, Bhajya e Kasara. Questi nuovi capitoli vennero affidati ai discepoli di Kanva, Madhyandhina e altri Rishi. Un altro discepolo di Jaimini, di nome Sukarma, divise il suo testo del Sama Veda in samhita, che vennero affidate a Hiranyanabha figlio di Kushala , Paushyanji e Avantya.

I principali 5 discepoli di Paushyanji - Laugakshi, Mangali, Kulya, Kushida e Kukshi, ricevettero ciascuno samhita, mentre tra i discepoli di Paushyanji e Avantya svilupparono la propria discendenza disciplica al nord. Krita, discepolo di Hiranyanabha, trasmise 24 samhita ai propri discepoli, e il testo rimanente venne affidato al saggio Avantya. Da dove cominciare, per comprendere effettivamente i contenuti della conoscenza vedica? Sruti sono i testi originari dei quattro Veda Rg, Sama, Yajur e Atharva che comprendono le rispettive Samhita, Brahmana, Aranyaka e Upanishad, mentre smriti o le raccolte di commentari sono tutti gli altri testi.

Un'altra prospettiva di categorizzazione viene presentata da Yajnavalkya in 14 divisioni o "mondi" della conoscenza e del Dharma: Purtroppo non tutti i testi vedici sono sopravvissuti: Il Bhagavata purana 1. Le scritture affermano che anticamente esisteva un solo Veda, detto Yajur, e che Vyasadeva lo suddivise in quattro parti. Secondo la definizione fornita da Atri Rishi: Da questa conoscenza e consapevolezza trascendentale prende il nome il termine brahmanesimo, che viene usato talvolta per definire l'induismo. Brahmana "dei brahmana" che contengono le meditazioni da compiere durante i rituali, la storia dei rituali stessi e il motivo per cui vengono celebrati, e le procedure che devono essere compiute dai brahmana che officiano il rituale.

Per esempio, l'inno Alcune raccolte lo inseriscono direttamente nel mandala o libro numero 5. Il Vak sukta Non tutti i mandala hanno la stessa lunghezza e lo stesso numero di inni. Gli steli vengono pressati con pietre apposite, poi il succo viene filtrato e lasciato macerare per una notte, procedimento usato normalmente in erboristeria per meglio estrarre i principi attivi. Ecco alcuni estratti dal primo libro o mandala: Sii facilmente accessibile a noi, come un padre al figlio.

O Indra-Vayu, vieni ad accettare questa nostra offerta. O Mitra e Varuna, siete i nostri saggi, voi che amate e onorate il Dharma: Venite, su vie rosse di fiamma Concedi a noi l'abbondanza, o potente sovrano dei cieli, glorioso Signore della pioggia Tvastar il Caos io chiamo, il primogenito, che indossa qualsiasi forma a suo piacere: Lode a Savitar, nata dalle acque: Risvegli i suoni della gioia, e i figli di Kanva cantino i principi generosi di doni mentre l'alba avanza.

L'Alba ha aggiogato i suoi cavalli oltre il punto dove sorge il sole, e su cento carri avanza, mentre tutte le creature si inchinano dinanzi al suo sguardo I figli di Kamadhenu, splendenti nei loro abiti, si decorano con ornamenti d'oro e scacciano gli avversari dal loro cammino. Sedete sull'erba sacra, sull'ampio seggio preparato per voi, e deliziatevi di questo cibo piacevole. Che gli Dei siano sempre con noi, vigilando costantemente sul nostro bene. Che i generosi favori degli Dei ci portino ogni abbondanza. Colui per il quale tu celebri il sacrificio prospera, libero da nemici, diventa forte e felice In te gli Dei consumano le offerte che noi presentiamo.

Noi procureremo la legna e le offerte, ricordandoti ad ogni festa Ascolta le nostre parole e fa' che i nostri inni respingano i malvagi. O Terra e Cielo, guardate la mia condizione Che i cinque Tori che si ergono nel mezzo del glorioso cielo ritornino a me dopo aver portato le mie preghiere agli Dei. Che i Padri gloriosi e le due Dee Madri, che danno forza al Dharma, ci salvino da ogni sofferenza O Brihaspati, aprici una strada facile Portaci gioia, o Rudra: Come fecero gli eroi ho lodato i Marut con preghiere al Cielo e alla Terra.

Forte nella prima invocazione alla Notte e all'Alba Ascolta, o Mitra-Varuna, queste invocazioni innalzate da tutti gli uomini nella sala di adorazione. Noi che sacrifichiamo evochiamo te, il migliore tra gli adoratori, cantore di inni Ruggendo forte come le falangi dei Marut, nei fertili campi coltivati e nei luoghi isolati, adorato da noi accetti e mangi i nostri doni La ruota ha tre raggi, forti e perpetui, sui quali riposano tutti i mondi abitati.

Due uccelli dalle belle ali, legati da amicizia, hanno Parama Karuna Devi fatto il nido sullo stesso albero. Uno dei due mangia i dolci frutti del fico, e l'altro guarda soltanto, senza mangiare O Brihaspati, cantiamo a te inni di gloria: Schiaccia tutti i nostri nemici, lasciali impotenti, o divoratore dei malvagi, che lanci vittorioso il tuo grido di guerra e sostieni il Dharma.

Come un'ascia modella un carro, la sua nascita diede splendore al cielo e alla terra: O radioso Sommo Sacerdote degli Dei, gli umani sono qui riuniti attorno alla tua dimora, desiderosi di servirti e di legarsi a te in amicizia Donaci abbondanza, tu che ti ergi diritto come quando riposavi sul seno di questa Madre. I Sacri Pilastri tagliati e piantati in terra per portare benedizioni ai campi trasmettono i nostri doni agli Dei - gli Aditya, i Rudra, i Vasu, la Terra e il Cielo, e Antariksha lo spazio interplanetario.

O Signore dei boschi, alzati con cento rami come le corna del cervo, e fa' che con mille rami noi possiamo elevarci alla grandezza. Il generoso, allegro Dio noi invochiamo con oblazioni.. Conducete la Signora del sacrificio: Vipas e Sutudri scorrono impetuose di flutti, corrono verso l'oceano come su carri splendenti, rigonfie di acque Indra che regge il fulmine ha scavato i vostri canali, abbattendo Vritra che bloccava la vostra corrente.

Savitar dalle belle mani vi ha guidato e accresciuto le vostre acque. O sorelle, rallentate la vostra corsa e lasciate passare agevolmente i carri dei Bharata, che invocano il favore dei fiumi. Ora le leggi degli Dei entrano in vigore. I miei desideri volano in molti luoghi, verso gli antichi sacrifici volgo il mio sguardo: Il Figlio delle due Madri, Sacerdote, unico Signore nelle assemblee, avanza nel suo cammino pur restando fermo come le fondamenta Agni ben conosce tutti questi esseri creati.

Mitra osserva gli uomini con occhi che non si chiudono mai. A Mitra offriamo le nostre oblazioni di burro sacro. O Mitra, o Aditya, tu che sempre sostieni il Dharma: Gustando il sacro cibo, liberi dalle malattie, fedeli Parama Karuna Devi osservanti degli ordini degli Aditya, noi desideriamo rimanere sotto la loro protezione e il loro favore. O grande Aditya, fonte di ogni benedizione e degno di adorazione, Signore e Re! Che noi possiamo godere del tuo affetto e della tua gentilezza! A te, il Supremo, offriamo piacevoli oblazioni nel fuoco.

O sostegno degli esseri umani, per la tua grazia, dacci gloria e fama! Le tue glorie si diffondono ovunque, il tuo potere supera il cielo e la tua fama va oltre la terra. Tutte le Cinque Nazioni chiedono le tue benedizioni, o Mitra, potente sostegno di tutti gli Dei - tu che dai le Sacre Leggi del Dharma agli esseri umani che ti onorano con le erbe sacre.

Circondato da cento fortezze ferree, spiccai il volo rapidamente, come Falco, lasciandomi dietro i demoni, e superando i venti la mia forza crebbe Dolci siano le piante per noi, dolci il cielo e le acque, e lo spazio oltre il cielo, che uomini e animali lavorino felicemente, che l'aratro scavi felice i suoi solchi. Che la Terra, ricca di latte, sia munta per noi anno dopo anno, e il contadino cammini felice con i buoi. L'arco ci dia la vittoria sul nemico, e la corda prema come una donna desiderosa di abbracciare il suo amante: Portando purezza e gioia ovunque, avanzate stendendo una via per gli Dei e le Dee.

Gli splendenti raggi di Surya vi attraggono e Indra scava per voi un letto dove viaggiare. Proteggici dai ladri e dai cinghiali selvaggi. Che dorma la madre, che dorma il padre, che dormano il cane e il padrone della casa, e tutti i membri della famiglia. Per grazia di Vishnu ho avuto una progenie, o buoni Padri: Che il tuo spirito, recatosi lontano nel mare ventoso, possa tornare per vivere e abitare qui. Che il tuo spirito, recatosi lontano nei fasci di luce che lampeggiano e scorrono, possa tornare per vivere e abitare qui. Che il tuo spirito, recatosi lontano sulle alte montagne, possa tornare per vivere e abitare qui.

Il Dharma protegge gli Aditya e preserva il posto di Soma nel cielo. Il suo spirito era il carro nuziale e la sua copertura era il paradiso, il pensiero il suo cuscino, la vista era il balsamo nero per gli occhi, terra e cielo erano il suo tesoro, e il vento le sue ruote, fisse al loro asse.

Riempie l'universo ovunque, pur essendo alto dieci dita. Gli Dei prepararono il sacrificio e l'offerta sacrificale era il Purusha stesso: Dal corpo del Purusha furono generati i cavalli e il bestiame che ha due file di denti I brahmana furono la sua bocca, le sue braccia furono gli kshatriya, le gambe i vaisya, i piedi i sudra.

La luna nacque dalla sua mente, il sole dal suo occhio, Indra e Agni dalla sua bocca, Vayu dal suo respiro. Dal suo ombelico nacque lo spazio interplanetario, i pianeti celesti dalla sua testa, la terra dai suoi piedi, dal suo tronco i sistemi planetari Il Signore dell'universo vive nell'universo e senza Parama Karuna Devi mai nascere appare in molte forme Anche se non lo sanno, tutti dimorano in me.


  1. Episodi di Maison Ikkoku - Cara dolce Kyoko - Wikipedia.
  2. Lives of My Fathers.
  3. ;
  4. THE WILY PLACE!
  5. il cilindro magico di cinzia battitore libero italian edition Manual.
  6. Spirit Wisdom II: The Enlightened Warrior’s Guide to Personal and Cultural Transformation.

Colui che io favorisco diventa molto potente - un saggio, un Rishi, e un brahmana. Cosa copriva, e dove? C'era forse l'abisso delle acque? L'Uno, senza respiro, respirato dalla sua stessa natura - nient'altro. Ogni cosa era vuota e senza forma: Nello stesso luogo, nella stessa assemblea, in una sola mente unite felicemente i pensieri: Lo Yajur Veda contiene molti mantra che si trovano anche nel Rig Veda e anche la descrizione in prosa di alcune cerimonie di adorazione. Primo Kanda, primo Prapathaka: Vengono descritte la mungitura delle mucche, la preparazione delle offerte e la cottura delle formelle di cereali, la costruzione dell'altare, l'offerta di oblazioni, la libagione di burro chiarificato e lo scambio dei mestoli.

Nel secondo Prapataka viene descritto in dettaglio il sacrificio del soma rasa, di cui abbiamo brevemente parlato sopra. Il terzo Prapathaka descrive uno speciale sacrificio offerto ad Agni e Soma, mentre il quarto stabilisce le porzioni del soma rasa riservate a ciascuno degli ospiti divini.

Il terzo Kanda costituisce un supplemento alla descrizione del rituale del soma rasa, con le tre pressature, le coppe supplementari, le formule d'invocazione, oblazioni e sacrifici speciali, e le offerte da presentare al signore del Vastu prima di intraprendere un viaggio. Il quarto Kanda spiega come preparare il contenitore per il fuoco e come accendere il fuoco, come offrire adorazione al fuoco, come preparare l'arena per il sacrificio, costruire l'altare di mattoni e compiere il rituale preliminare offerto a Rudra.

Episodi di Maison Ikkoku - Cara dolce Kyoko

Il quinto Kanda descrive l'installazione del fuoco sacro, l'iniziazione dell'autore del sacrificio e l'asvamedha yajna. Il sesto Kanda parla di nuovo del soma, dell'aggiunta di latte di mucca, delle offerte dakshina e dello spettacolo delle danzatrici. Infine viene spiegato il vero significato dell'asvamedha yajna o sacrificio del cavallo, che rappresenta il cosmo: Invincibile, tu apri le barriere: Anche questi inni sono intesi ad evocare il ricordo e la presenza delle varie manifestazioni divine, tra cui Agni, Indra e Soma, anzi parecchi di essi sono tratti dal Rig Veda, ma sono stati modificati con l'aggiunta di prolungamenti, ripetizioni e inserimento di sillabe secondo schemi precisi.

Una considerevole parte del testo parla di come curare ferite, fratture e molte malattie con erbe e piante, fermare le emorragie con la recitazione di mantra, neutralizzare i veleni, prolungare la vita e persino far ricrescere i capelli. E' importante comprendere che la visione solitamente definita come "animismo" dall'accademia occidentale non costituisce un approccio primitivo, ignorante e superstizioso alle misteriose forze universali, ma piuttosto rappresenta il riconoscimento rispettoso delle varie forme di potere della Natura.

Si tratta di una cosa importantissima, che la cultura occidentale contemporanea sta cominciando a riscoprire dopo aver imparato una durissima lezione con le sofferenze umane legate al degrado dell'ambiente. Su queste fondamenta si innestano le conoscenze Introduzione alla conoscenza vedica mediche, di naturoterapia, idroterapia, pranoterapia, erboristeria, psicologia e fisica contenute in altri testi e utilizzate dall'officiante dell'Atharva Veda.

In queste circostanze favorevoli, il mantra agisce sulla materia a livello sottile, come vibrazione perfettamente modulata e perfettamente diretta, che viene sostenuta dal particolare campo biomagnetico della consapevolezza. Va utilizzata sia fresca che come decotto, tintura o polvere.

Si tratta di una pianta erbacea perenne, alta fino ai 2 metri, molto aromatica, attualmente in pericolo di estinzione. In ebraico era chiamata ha ketoret o koshet, e la sua radice resinosa e profumata costituiva una delle offerte principali bruciate nel fuoco nel tempio di Salomone; probabilmente in questo uso era diffusa anche in Egitto. Il nome botanico costus che significa "orientale" in greco antico indica che la pianta era oggetto di un fiorente commercio tra l'India e i paesi del Mediterraneo. Si tratta di un rampicante che cresce preferibilmente sull'albero baniano, rispettivamente asvattha Ficus religiosa , plaksha Ficus infectoria , nyagrodha Ficus indica e anche sugli alberi conosciuti come khadira Acacia catechu , dhava Grislea tomentosa e parna Butea frondosa.

E' un disinfettante generale, antiossidante, rafforza il sistema immunitario, aiuta la digestione, il metabolismo e lo smaltimento naturale del colesterolo e degli zuccheri nel sangue diabete , concilia il sonno e applicata localmente ripara i danni alla pelle causati da allergie, graffi, stress e invecchiamento. Pianta erbacea perenne e sempreverde, la murva cresce propagandosi sul terreno tramite rizoma e produce foglie affilate, dalla forma simile a spade. E' interessante il fatto che non si riproduce per seme.

Il filo sacro per i vaisya era invece tradizionalmente preparato con fibre di canapa indiana Cannabis sativa , una delle prime piante coltivate nella storia, che fino al Introduzione alla conoscenza vedica secolo scorso veniva ampiamente usata in tutto il mondo, anche in occidente. E' stato calcolato che dalla canapa si possano ottenere oltre 25mila tipi di prodotti, e soprattutto straordinarie fibre tessili sia per abbigliamento che per arredamento. Nei tempi antichi si usava per fare gli stoppini delle lampade e delle candele, le vele per le navi, la tela per i sacchi che contenevano i vari materiali da trasportare e vendere, le scarpe in tessuto tipo le espadrillas moderne, per intenderci , le valige, i materassi, le tende per gli accampamenti, e le tele per dipingere quadri la parola inglese canvas deriva appunto da cannabis.

Nel campo delle costruzioni, le fibre di canapa vengono usate come stoppa per sigillare le tubature ma anche come componente base di mattoni insieme alla calce. La resistenza straordinaria di queste fibre ne fa il materiale perfetto per corde di ogni genere, e ha permesso di fabbricare persino un modello ultraleggero di carrozzeria per auto. Le fibre possono essere usate come lettiera per gli animali e mulching pacciamatura per le piante, e persino come assorbenti igienici e pannolini per bambini. A differenza della carta ottenuta con polpa di legno, la carta di canapa non ha bisogno di candeggiante che produce diossine.

Fissa anche il carbonio assorbendolo dall'aria inquinata ossido di carbonio , previene l'erosione del terreno grazie alle sue lunghe radici e richiede pochissima acqua per l'irrigazione. La coltivazione della canapa fu resa obbligatoria nelle colonie americane nel ed era incoraggiata dal governo statunitense fino al termine della seconda guerra mondiale, come testimonia il filmato propagandistico Hemp for Victory, in cui si afferma che l'esercito aveva bisogno di corde. Dal al la coltivazione di canapa, cannabis o marijuana venne tassata dal governo statunitense, poi nel venne introdotta la legislazione che ne proibisce tassativamente non solo la coltivazione ma anche il possesso personale nella misura di pochi grammi, secondo una politica di "tolleranza zero".

E' antisettica, antimicrobica, diuretica, lassativa, tonica, vermifuga, anti-amebica, anti-elmintica, colagoga, anti-infiammatoria. La corteccia in particolare contiene principi attivi anticoncezionali. Purtroppo alcune delle piante menzionate nel testo dell'Atharva Veda sono ormai sconosciute o estinte - per esempio, la shlakshnaparin, l'anjanika, la madyantaka e la nitatni, usate per stimolare la ricrescita dei capelli.

E' interessante notare che il nome Nitatni viene usato anche per riferirsi a una delle sette stelle della costellazione delle Pleiadi. Si pensa che la madyantaka potrebbe essere l'Echinochloa frumentacea attualmente chiamata madir , che ha effetti simili. Una lozione considerata molto efficace per far crescere i capelli era preparata con il succo di chaulai o khada saga Amaranthus caudatus , myrobalan Prunus cerasifera talvolta chiamato erroneamente mirabolan, amalaki Emblica officinalis , bibhitaki Terminalia bellirica , haritaki Terminalia chebula , arjuna Terminalia arjuna e aparajita Clitoria ternatea.

Invece del succo si poteva usare un olio medicato ottenuto facendo bollire le radici delle stesse piante in olio, a temperatura molto bassa. Sempre per la salute e la bellezza dei capelli venivano usate la ghrita kumari Aloe vera , la mandara o japapushpa Hibiscus rosa-sinensis , la jatamansi Nardostachys jatamansi , la gandharva hasta Ricinus communis , e la arishta Sapindus mukorossi conosciuta anche come "albero del sapone".

I mantra dell'Atharva Veda si rivolgono alla personificazione di queste erbe medicamentose, oltre che ai capelli stessi, che sono paragonati alle erbe e alle piante che crescono dalla terra con una specie di "associazione di corrispondenza sottile" intesa a imprimere il concetto di crescita e salute nel subcosciente dell'individuo. Perduta sembra ogni conoscenza delle piante chiamate jivala, nagarisha, apamarga, sadampushpa, sraktya, jivanti e pata - quest'ultima considerata efficace per proteggere il guerriero in battaglia.

Il metodo dell'Atharva Veda per fermare le emorragie si basa esclusivamente sui mantra, specialmente sugli stambhana, invocazioni recitate per creare una specie di "legatura" che ostacola il movimento. Questi mantra vengono usati sia per fermare le emorragie, ma anche per frenare le azioni ostili di persone o animali. Recenti studi, come anche le tradizioni popolari di altre culture, sembrano confermare che l'autosuggestione, l'ipnosi, e le vibrazioni sonore stesse abbiano un effetto oggettivo di emostasi.

Per esempio, si dice che il serpente "ipnotizzi" la ranocchia o l'uccellino che ha scelto come preda; talvolta possiamo percepire noi stessi questa sensazione anche nel mezzo di una folla, quando ci sentiamo "paralizzati" o "trattenuti" da qualcosa di strano che non sappiamo spiegare razionalmente. I rapporti sessuali insoddisfacenti o perversi hanno sempre un effetto disastroso sulla salute e il livello energetico, in quanto indeboliscono il sistema immunitario e creano conseguenze karmiche sia grossolane che sottili.

Esistono anche delle liste di alimenti e ingredienti che favoriscono e stimolano il desiderio sessuale - per esempio l'avena, lo zenzero, la liquirizia, l'anice, il cardamomo, lo zafferano, i semi di senape arrostiti, la noce moscata, l'aglio, e persino cocomero e melograno. Sono considerati stimolanti sessuali anche il latte caldo addizionato di mandorle in polvere e pepe nero, oppure il miele addizionato di succo di zenzero e pepe nero.

Ichinose assiste ad un incontro tra Godai e Kozue, con la ragazza che scoppia in lacrime, e racconta tutto a Kyoko. Godai vorrebbe spiegare la situazione a Kyoko, ma lei non sente ragioni: Purtroppo il locale scelto da Godai per il suo appuntamento ha lo stesso nome di un altro bar, dove gli inquilini della Maison Ikkoku si ritrovano con Mitaka per festeggiare e dove si reca anche Kyoko. Godai e Kyoko si ritroveranno dopo varie peripezie tra cui una falsa voce messa in giro da Sakamoto di un appuntamento tra Godai e Kozue solo alla chiusura del locale.

Fervono i lavori al club delle marionette in vista del festival del college. L'emozione di stare accanto alla sua amata gioca un brutto scherzo a Godai che sbaglia tutte le battute della recita: Kyoko si sloga una caviglia giocando a tennis con Mitaka, che subito la accompagna in ospedale e la riporta a casa per prendersene cura. Mitaka e Godai si ritroveranno nella stanza di Kyoko per tenerle compagnia: Mentre le ragazze attendono il ritorno di Godai si lasciano andare alle confidenze; Kozue dice che rivede in Godai il suo primo amore, e Kyoko inizia a parlare dei suoi tempi del liceo e della sua storia con Soichiro, il suo primo amore.

Il tempo passa, e Kozue rientra a casa senza vedere Godai. Quando il ragazzo rientra alla Maison Ikkoku Kyoko gli dice che farebbe bene a scusarsi con Kozue che lo ha atteso invano. Godai riceve una telefonata da Kozue: Al rientro a casa lo attende Kyoko, che gli regala una sciarpa fatta da lei. Ichinose, suo marito e Kentaro tornano dai loro parenti e Yotsuya parte per una vacanza. I suoi tentativi si rivelano piuttosto maldestri a causa della timidezza, e la serata scorre in un clima di tensione tra i due che si allenta soltanto al momento della cena.

Nella fredda nottata, mentre suonano ancora i tradizionali rintocchi della campana , i due si incamminano verso il tempio: Yotsuya e Akemi sanno che Godai ospita un gatto e per reggergli la parte sono costretti ad inventare delle bugie con Kyoko; la gatta, inoltre, risponde solo se chiamata per nome. Nascono molti equivoci, soprattutto quando Godai dice a Sakamoto che Kyoko trascorre le notti nel suo letto: Una sera la gatta scappa: Kyoko scopre che Godai ospita un animale e che la gatta si chiama come lei; gli equivoci si chiariscono e tutti si mettono alla ricerca della gatta che si era rifugiata nella cuccia di Soichiro, il cane di Kyoko.

Godai, rientrando a casa, scorge uno strano uomo che lo segue. La sera Kyoko riceve una telefonata della madre che la invita da loro per un colloquio. I rapporti tra i tre non sono buoni: Insieme alla madre di Kyoko sono arrivati i facchini della ditta di traslochi che, nel giro di poche ore, svuotano l'appartamento dell'amministratore. Kyoko, furiosa, va a chiarirsi con i genitori; al suo rientro trova tutti gli inquilini nella sua stanza ancora spoglia che capiscono che lei non ha alcuna intenzione di andarsene e si lasciano andare a festeggiamenti con Godai che si abbandona ad un pianto liberatorio.

In una fresca giornata primaverile si intrecciano due storie: Godai accetta di uscire con Kozue non sapendo che la ragazza ha intenzione di portarlo a casa sua per farlo conoscere ai suoi genitori e Kyoko ricorda l'anniversario della morte di Soichiro con una visita al cimitero in compagnia del suocero e dei genitori. Godai sta per cedere, ma si blocca pensando che in questo modo direbbe addio per sempre a Kyoko. Godai assiste agli allenamenti di Kyoko e viene invitato a giocare una partita a tennis: Durante la gara Mitaka, che aveva captato alcuni discorsi su quanto fosse depressa Kyoko, le chiede di diventare la sua compagna.

La domenica successiva Mitaka accompagna Kyoko al mare, dove le ripete la proposta: Nello stesso tempo Godai incontra Kozue che lo accompagna a pranzare a casa sua; durante il pasto le parole di Godai fanno credere ai genitori di Kozue che sia intenzionato a sposare la figlia.

Dopo essersi incontrata con una sua amica Kyoko accetta il consiglio che tutti le danno: Kyoko, delusa, si ferma a giocare a pachinko: Finalmente Godai ritrova Soichiro; tornando a casa Kyoko li vede davanti a lei sulla collina che conduce alla Maison Ikkoku. Il signor Ichinose ha raggiunto Kentaro e la moglie alla Maison Ikkoku. L'uomo ha perso il lavoro, e sta cercando una nuova occupazione.

Kentaro propone alla madre di partecipare, ma sembra che la donna non ne abbia voglia: Il giorno della gara Kyoko e Godai si allenano insieme: Kyoko si trova ora da sola in fondo ad un pozzo piuttosto profondo, in una zona isolata dove non passa nessuno a cui chiedere aiuto. Godai va al pozzo per cercare di salvarla, ma cade anche lui.

A fine serata tutti gli occupanti della Maison Ikkoku compreso Soichiro con Mitaka e Kozue saranno nel pozzo per dare vita ad una delle feste che, di solito, si tengono nella stanza di Godai. Una notizia sconvolge la quiete della Maison Ikkoku: Alcune informazioni reperite da Ichinose ascoltando un discorso tra i due ed una telefonata ricevuta da Kyoko sembrano confermare la voce.

Gli inquilini sono tristi, possibile che Kyoko li abbia tenuti all'oscuro di tutto? Mitaka ha semplicemente chiesto a Kyoko di occuparsi del regalo per il matrimonio della sorella, ed i discorsi fra i due sono stati fraintesi. Yotsuya informa Godai di come stiano effettivamente le cose; nel frattempo Kyoko va alla nuova casa di Godai: Godai racconta la sua versione ad Akemi, Yotsuya e Ichinose, chiedendo loro di dirla a Kyoko: Una sera Godai si presenta davanti alla Maison Ikkoku: Solo Kyoko lo riconosce e lo insegue per parlargli: Nel cuore della notte Yotsuya si intrufola nella camera di Godai per consegnargli un uovo e subito dopo scompare dalla casa.

Il signor Otonashi affida a Godai un pacchetto da consegnare personalmente a Kyoko: Dopo una notte agitata si decide a consegnare il pacco a Kyoko: Kyoko si tormenta pensando a chi potesse essere questa misteriosa ragazza: Appena arrivata a Tokyo conosce Kozue e pensa che potrebbe essere una buona moglie per il nipote, ma capisce subito che lui vuole molto bene a Kyoko. Rientrando a casa Yukari confida al nipote di aver vissuto una storia simile a quella di Kyoko attuale: Yukari chiede a Kyoko di uscire con Godai.

Il giorno dell'appuntamento Yukari consegna a Godai la lista delle cose che i due dovranno fare. Godai e Kyoko non seguono alla lettera le indicazioni di Yukari, si divertono soprattutto Kyoko ma sono sempre osservati da qualcuno. Kyoko pensa a coincidenze, ma durante il pranzo si accorge che effettivamente Akemi, Ichinose e Yotsuya controllano quello che stanno facendo. Il resto della giornata trascorre con Kyoko e Godai che corrono per sfuggire ai coinquilini impiccioni. Akemi viene lasciata da Hiroshi, il suo fidanzato. La ragazza torna a casa completamente ubriaca, e Kyoko ha bisogno dell'aiuto di Godai per portarla nella sua stanza: Il proprietario del Cha-Cha Maru chiama Kyoko: Tutti sono preoccupati per Akemi, ma lei entra nel locale gioviale come sempre: Kyoko, per provare il nuovo specchio che ha ordinato, indossa la divisa che portava ai tempi del liceo.

Ichinose e Godai indosseranno la loro divisa scolastica, Akemi un completo da infermiera e Yotsuya quello di un improbabile monaco. Al suo rientro vede Kyoko nel gruppetto: Dopo un colloquio con Mitaka Godai trova il coraggio di dire a Kozue che ha intenzione di lasciarla: Kyoko sta mettendo ordine nel suo appartamento e ritrova una grossa pietra nascosta in un armadio.

Si avvicina il Natale, e Godai ha bisogno di lavorare per procurarsi qualche soldo extra per i regali: La vigilia di Natale Godai e Kyoko sono dalla famiglia Otonashi: Mentre tutti sono alla festa di Natale Godai cerca informazioni sulla pietra ritrovata da Kyoko. Dopo una lunga ricerca ritrova la pietra in un cestino della spazzatura, ma per recuperarla dimentica sul treno la sua borsa col regalo per Kyoko.

Godai sta per rientrare a casa quando ha un'idea: Con un ritardo di quasi tre ore anche a causa delle strade bloccate dalla neve arriva alla festa. Dopo averle consegnato la pietra Godai scappa subito. Durante la notte Godai mette una coperta addosso a Kyoko che stava dormendo con indosso il solo yukata.

Nel sonno Kyoko lo abbraccia, ma stava sognando il marito Soichiro. Godai, dopo aver salvato Kyoko, si appoggia al balcone che cede e cade rompendosi una gamba. Nonostante i molti impegni Kyoko va spesso da Godai ed un giorno lo accompagna a fare due passi nel giardino dell'ospedale. Godai perde una stampella e sta per cadere, ma Kyoko lo trattiene abbracciandolo teneramente. Kyoko continua ad andare a trovare Godai e Mitaka all'ospedale ma le sue offerte di aiuto vengono rifiutate, sembra quasi che i malati non vogliano disturbarla. L'arrivo di Kozue e delle ammiratrici di Mitaka rompe l'equilibrio e Kyoko, sentendosi di troppo, smette di andare a trovarli.

Mitaka e Godai vengono dimessi: Kyoko quasi non rivolge parola ai due e non li aiuta nemmeno il giorno in cui devono tornare all'ospedale per un controllo. Godai e Mitaka si trovano da soli a riflettere sui loro rapporti con Kyoko mettendo da parte per una volta il rancore che li anima e passano la serata bevendo come buoni amici. I due rientrano con l'ultimo treno; alla stazione li attende Kyoko che, preoccupata per il loro ritardo, li accompagna a casa.

Lo mostra a Ikuko, e anche lei trova che ci sia qualcosa di molto strano: Yotsuya ha fatto un patto con il diavolo? Si avvicinano gli esami di ammissione al nuovo anno universitario. Kyoko, Ichinose, Godai, Ikuko e Kentaro vanno in montagna per pattinare sul ghiaccio. A loro si aggiunge Mitaka, invitato da Ichinose per sfruttare il passaggio in auto. Una volta sulla pista tutti si accorgono che Godai e Mitaka non sanno neanche stare in piedi sul ghiaccio quando avevano detto di saper pattinare perfettamente.

Ichinose e Kyoko cercano di insegnargli a pattinare, ma i ragazzi sembrano interessarsi soltanto alle attenzioni di Kyoko. Dopo una giornata di bisticci e tentativi falliti Godai e Mitaka impareranno a pattinare grazie ad uno stratagemma inventato da Kyoko: La ragazza vuole tornare a casa, ed inventa una scusa: Una volta da loro la madre di Kyoko chiede a Godai come vanno gli studi, cosa intende fare nel futuro e se abbia una ragazza.

Akemi scopre la fobia di Mitaka e si offre di aiutarlo, coadiuvata da Yotsuya e Ichinose. Yotsuya scopre che la paura di Mitaka nasce da un evento capitatogli all'interno della cuccia di un grosso cane quando era bambino e pensa che il modo migliore per superarla sia quello di farglielo rivivere. Akemi e Ichinose fanno altri tentativi per aiutare Mitaka ma non ottengono grossi risultati.

L'idea di Yotsuya pare funzionare, Mitaka riesce perfino ad accarezzare un cucciolo di bulldog ; peccato che arrivi la madre a salvare il suo piccolo che crede in pericolo aggredendo il povero Mitaka Kyoko gli sta preparando la stanza numero 3 mentre Ichinose e gli altri inquilini si domandano chi sia ed iniziano ad organizzare la festa di benvenuto.

Kyoko smentisce fermamente entrambe le voci soprattutto quella del suo matrimonio , ma tutti sono preoccupati. Kozue vede Mitsukoshi recarsi spesso ad una agenzia immobiliare e Godai e Mitaka dopo un pedinamento confermano quanto detto dalla ragazza. Godai e Ichinose si preoccupano per lei, ma Yotsuya gela il sangue a tutti: Godai teme che Kyoko voglia suicidarsi, corre al cimitero per parlarle ma arriva prima di lei e si nasconde dietro la tomba di Soichiro.

Da qui sente i pensieri di Kyoko: Grazie al signor Otonashi, Godai inizia il suo praticantato di insegnante nello stesso liceo femminile dove Kyoko aveva conosciuto Soichiro. La sua prima lezione si tiene in una classe piuttosto indisciplinata nella quale si fa notare Yagami , la capoclasse, che cerca di tenere a freno le sue compagne.

Dopo qualche giorno Kyoko riceve una lettera anonima che contiene una foto di Yagami abbracciata a Godai con il simbolo degli innamorati: Kyoko lo recupera e va da Godai per darglielo, approfittando della visita alla sua vecchia scuola per salutare la vicepreside, sua insegnante. Con le sue amiche organizza una visita a casa di Godai per preparargli la cena e stare con lui. Dopo la cena Yagami rimane alla Maison Ikkoku, ha intenzione di trascorrere la notte nella stanza di Godai. Durante la notte Yagami chiede a Kyoko quali siano i sentimenti tra lei e Godai: Le risposte di Kyoko sono evasive, soprattutto per quanto la riguarda: Mitaka accetta di conoscere la ragazza, ma chiede a Kyoko quali siano i suoi sentimenti: Yagami torna alla Maison Ikkoku a recuperare una borsa lasciata la sera prima e corregge il suo biglietto per Godai: L'incontro con Asuna spiazza Mitaka: Un investigatore, ingaggiato dalla famiglia Kujo, interroga gli inquilini della Maison Ikkoku riguardo ad una possibile relazione tra Mitaka e Kyoko, ma non ottiene risposte.

Kyoko viene messa alle strette da Mitaka: Asuna incontra spesso Kyoko, vuole chiederle di lasciar perdere Mitaka ma la timidezza le impedisce di parlare apertamente con lei. Godai purtroppo non ricorda che quella sera ha un ritrovo con i compagni di corso ed il professore, e torna a casa solo la mattina successiva senza avvisare del suo ritardo. La stanchezza si fa sentire, e Kyoko si addormenta attendendo Mitaka.

Lei si offre di andare a trovarlo portandogli da mangiare e parte per il suo appartamento. Godai segue Kyoko senza farsi vedere da lei, ha paura che Mitaka le chieda di sposarlo. A casa di Mitaka arriva anche Asuna; uno dei suoi cani scappa ed entra insieme a Kyoko. Mitaka approfitta del fatto di essere da solo con Kyoko per chiederle di sposarlo, ma la vista del cane gli procura uno shock e sviene cadendo addosso alla ragazza. Asuna e Godai entrano nell'appartamento di Mitaka e lo vedono abbracciato a Kyoko, in un atteggiamento che sembra molto intimo.

I due se ne vanno sconfortati, Kyoko vuole spiegare il frainteso ma Godai non torna a casa e non va al lavoro. Prima di partire lascia un biglietto con il programma dettagliato sulla porta del suo appartamento; Godai non sa che senso dare alle lacrime di Kyoko quando le ha detto che l'avrebbe dimenticata e decide di seguirla per chiederle quali siano i suoi sentimenti.

Durante la gita Kyoko incontra Harumi, una ragazza che vive una situazione simile alla sua: Kyoko riesce a spiegare a Godai come sono andate le cose: Kyoko credeva che Godai fosse per caso nel suo stesso albergo, e sapere che la stava cercando la rende estremamente felice. Il bimbo approva, Yagami lascia i soldi per un mese di ripetizioni settimanali. La settimana successiva Yagami si presenta da sola: La sera dell'ultima lezione Godai si presenta a casa di Yagami e qui scopre di essere da solo con lei, i genitori sono usciti per un ricevimento e rientreranno molto tardi.

La sera della prima lezione Godai e Kyoko sconsigliano a Yagami di frequentare Yotsuya ma lei decide di studiare comunque con lui. Godai, approfittando del buco che unisce la sua camera a quella di Yotsuya, spia la lezione insieme a Kyoko. Kyoko incontra la vicepreside del liceo dove studia Yagami e le spiega cosa sta succedendo. Dopo una travagliata lezione in cui Godai si nasconde per non farsi vedere da Yagami, la vicepreside convoca la ragazza: Yagami studia con molto impegno ed i suoi voti migliorano.

Kyoko crede invece che sia solo una questione di carattere, ai tempi della sua storia con Soichiro non era sfacciata come Yagami. Yagami la pensa diversamente, e accusa nuovamente Kyoko di essere una vigliacca. Durante la gara Mitaka colpisce involontariamente un avversario che deve ritirarsi; la partita continua con Mitaka nelle file dei negozianti e con Yagami e Kozue che erano venute per incoraggiare Godai nella squadra del Cha-Cha Maru.

Kyoko riesce a conquistare il punto decisivo e la sfida si conclude con la vittoria della squadra del Cha-Cha Maru. Mitaka chiede a Kyoko di trascorrere una giornata con lui in piscina; Yukari si autoinvita e per cortesia Mitaka invita anche Godai. Mitaka ha organizzato la giornata nella piscina dove Godai e Sakamoto lavorano come camerieri. Godai si accorge che Mitaka sta tentando di insidiare Kyoko ed approfitta di una pausa dal lavoro per andare in piscina.

Durante una nuotata Kyoko si accorge del succhiotto sul collo di Godai e, in preda alla gelosia, lo morde sulla spalla. Yukari si prepara per tornare a casa e chiede al nipote di acquistarle il biglietto per il treno ed alcuni regali. Durante l'attesa viene organizzata una festa, ma il gruppo non si accorge del tempo che passa e che il treno riparte: Godai ha ricevuto dalla nonna due yukata, uno per lui ed uno per Kyoko. Insieme alla posta arriva anche una cartolina di Mitaka per Kyoko in cui le dice che vuole parlare con lei.

L'incontro tra i due sembra andare bene ed il padre di Yagami invita Godai in azienda per un colloquio. Yagami, dopo una visita al tempio, va a casa di Godai per lasciargli un portafortuna. Il ragazzo parte per il colloquio senza sapere che farebbe bene a non presentarsi. Il colloquio salta, ma per Godai si realizza l'augurio del portafortuna di Yagami che, inspiegabilmente, era per un parto felice. Godai rientra a casa distrutto per aver saltato il colloquio e si chiude in camera.

La permanenza di Yagami alla Maison Ikkoku inizia a dare dei problemi a Godai e a lei stessa, al punto che la professoressa inizia a sospettare che sia vera la voce che vuole la ragazza a casa di un uomo. Godai decide di dare un taglio alla incresciosa situazione ed incontra il padre di Yagami per chiedergli di riportarsela a casa. La sera stessa l'uomo si presenta alla Maison Ikkoku con una lettera di presentazione per Godai: Yagami ha vinto la sua battaglia e torna a casa con il padre; il giorno dopo Godai si presenta per il colloquio e lo supera.

Al suo rientro a casa viene organizzata una grande festa per il suo lavoro; Godai scende a chiamare Kyoko che stava preparando il cibo per la festa: Il fallimento della ditta che aveva assunto Godai lascia il segno: Mitaka va per dirle che ha intenzione di rompere il fidanzamento, ma il suo comportamento fa credere che voglia continuare a frequentarla.